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Rivestimento in Fibra di Legno: Resistenza Termica e Biodegradabilità

Apr 20, 2017 | I consigli di Tiziano

 

In un contesto globale sempre attento all’ambiente ed all’utilizzo di energia pulita, troviamo importanti novità anche nella bio-edilizia. Tra i materiali di nuova generazione annoveriamo, ad esempio, la fibra di legno. Un materiale con grandi proprietà di resistenza termica ottenuto dagli scarti provenienti dalla lavorazione di diverse tipologie di legname. Grazie a queste nuove tecnologie si può quindi riciclare ciò che in genere viene eliminato e non utilizzato.

Caratteristiche e pregi: la resistenza termica

resistenza termica

Uno dei punti focali nell’acquisto e nella costruzione di un complesso abitativo è senza dubbio il risparmio energetico. La valutazione circa il risparmio si riferisce sia agli impianti che al livello strutturale. Una corretta coibentazione garantisce al padrone di casa un notevole risparmio futuro. La coibentazione consente di ridurre notevolmente le spese relative agli impianti di riscaldamento, in inverno, e di raffreddamento, in estate.

La fibra di legno è, per caratteristiche, un materiale dotato di elevata resistenza termica. Questo elemento isola in modo naturale un edificio e, diversamente dal polistirene, fa entrare facilmente il vapore acqueo. Tale combinazione assicura una perfetta traspirabilità alle pareti, oltre che un efficace isolamento termico della struttura. Quindi un punto a favore di questo materiale è lo sfasamento, ossia la capacità di farsi attraversare dal calore, il che assicura ambienti freschi durante le ore di caldo e rilascio dello stesso calore durante quelle notturne ad esempio.

Rispetto per la natura e ottimizzazione delle risorse

resistenza termica

Come detto, questo materiale si presenta:

  • Totalmente compostabile: esso è ottenuto in modo naturale da scarti di lavorazione;
  • Facilmente eliminabile: dopo il suo utilizzo può essere smaltito nel pieno rispetto dell’ambiente.

Solo nel caso in cui i pannelli vengano trattati con sostanze particolari, come additivi o colle sensibilmente tossiche, è necessario procedere con uno smaltimento di tipo mirato.

I costi di tale moderno materiale sono a metà strada tra il più economico e classico sughero, il polistirene ed alcune fibre di origine petrolchimica. Le sue caratteristiche, vantaggiose sia a livello funzionale che di impatto ambientale, lo classificano tra i migliori in tale contesto.
Unico neo è purtroppo rappresentato dai costi di produzione dei pannelli. Gli oneri produttivi sono leggermente più elevati rispetto al comparto petrolchimico, tuttavia, i sostanziosi investimenti nell’ambito delle nuove tecnologie permettono di migliorare ogni giorno la situazione e di abbassare gradualmente il tetto energetico necessario.

Cappotto interno e cappotto esterno

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Tra gli interventi da attuare presso le strutture abitative troviamo generalmente due tipologie di isolamento a cappotto, esterno ed interno. Il primo è probabilmente più efficace, soprattutto se eseguito a livello delle pareti fredde dell’edificio. Spesso però si preferisce quello interno, per la maggiore facilità di posa e per portare ad una riduzione dei cosiddetti ponti termici.
La posa dei pannelli è estremamente semplice, poiché questi si presentano leggeri e di facile trasporto. Tali pannelli inoltre sono malleabili e quindi agevoli da tagliare, in base alle esigenze del singolo. Per ciò che riguarda il procedimento è il medesimo impiegato per i pannelli classici, con la colla che viene stesa in modo regolare sul retro dei pannelli ed ,a seguire, tassellatura e rivestimento.

ottieni maggiori info per il tuo intervento!

Scrivici, saremo lieti di aiutarti.

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